Pubblicato da: lateladipenelope | 16 novembre 2009

“Che ci faccio qui?” – Premio Chatwin 2009 a Genova

A Genova, fino al 22 novembre, mostre, esposizioni, filmati per il grande scrittore, archeologo e fotografo inglese Bruce Chatwin legate alla premiazione per il “premio Chatwin”.

“La vera casa dell’uomo
non è una casa, è la strada.
La vita stessa è un viaggio
da fare a piedi” (Bruce Chatwin)

Ho approfittato e sono andata all’esposizione, ad ingresso libero, presso la “Sala degli Abati” di Palazzo Ducale a Genova, di una settantina di sue foto di cui alcune inedite, lì anche il suo martelletto usato quando lavorava per la casa d’aste londinese Sotheby, il suo zaino e la sua favolosa Leika. Foto dalla Persia, dalla Russia, dall’Afghanistan e dalla Mauritania, tutte a colori, tra cui spicca di sicuro questa canoa, immortalata in Mauritania:

Le linee oblique dei colori della canoa sono perfettamente armoniche con la linea orizzontale del mare e spiccano sulla sabbia meravigliosamente bianca.

Dell’Africa colpiscono i colori: le porte delle bidonville, le tende nel deserto sono sempre colorate, quasi come se l’uomo volesse distinguere se stesso dalla povertà e dalla mancanza con i colori. Quei colori che la loro terra tende ad annullare, ma che indicano vita….

L’Iran e l’Afghanistan sono anch’essi esplosione di colori, immensi mosaici, ripetizione di motivi geometrici e coloratissimi dove spicca il blu, un blu esplosivo, accecante, con cui sono dipinti i telai delle finestre, colori, così poveri e “naturali” che la pioggia o il calore ha in parte sciolto e sono colati così sui muri dell’edificio. Il blu è ovunque, nella loro quotidianità, dal sacro dei mosaici al profano delle finestre delle loro case, agli abiti delle donne:

Si impara da questa mostra, oltrechè a fotografare, si impara che anche se si è nel deserto e nulla pare vivo, tanto da far sentire morti anche noi stessi, possiamo creare la vita attorno a noi, possiamo mettere noi i “colori” che mancano.

E1

guardare a colori


Responses

  1. Ed anche laddove non siamo noi ad intervenire direttamente, la natura ci riserva vita, sorpresa e meraviglia…

  2. Già oppure il contrario, se la natura spegne i colori, i possiamo accendere noi……..veramente una bella mostra fotografica questa…….🙂

  3. Mi piace molto. Ho letto le vie dei canti, bellissimo e anatomia dell’irrequietezza, che ho trovato un po’messo insieme con gli spilli, ma mi sembra di ricordare che sia stato pubblicato dopo la sua morte, con materiale non ancora del tutto sistemato.
    Mi piace il suo sguardo sul mondo, curioso, non superficiale, ma nemmeno troppo pesante.
    Essere vivi non vuol dire essere perennemente degli esegeti, in fondo.

  4. Anche a me piace ciò che i suoi occhi riescono a cogliere sotto le immagini ed il fatto che significato ed immagine, contenuto e contenitore per lui sono la stessa cosa, hanno lo stesso peso, nessuno prevarica l’altro in perfetta armonia……..io, invece, non ho letto nulla di suo, ma rimedierò subito…….🙂


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